¡VENID A VER LA SANGRE POR LAS CALLES!
In questi mesi, ogni tanto qualcuno mi chiedeva se fosse ancora disponibile ¡Venid a ver la sangre por las calles!, scritto così col punto esclamativo al contrario in testa (il titolo è il frammento di un canto di Pablo Neruda), il primo “vero” disco che facemmo con il progetto che fino a qualche mese fa era la mia prima emanazione musicale, ovvero Stardog. La mia risposta era sempre quella: le 500 copie fisiche (per nostra fortuna!) erano esaurite; ne avevo vista qualche tempo prima una sola, nel banchetto dei “remainders” - ancora bella incellophanata - di un Libraccio milanese.
Così ho pensato che potesse essere cosa gradita mettere sulla mia pagina soundcloud le cinque canzoni di quell’EP in download gratuito.
Il link a cui lo trovate è questo, ed è disponibile da oggi:
http://soundcloud.com/manuel-lieta/sets/stardog-venid-a-ver-la-sangre
Sono canzoni di un tempo andato, ma che ricordo, oltre che con il comprensibile amore, anche con l’affetto che si ha verso una cosa che è stata un germoglio che ti ha fatto capire e imparare due o tre cose sullo scrivere brani, sul modo di suonare e di cantare. Che ci hanno permesso di cominciare a girare e a suonare, ci han fatto aprire alcuni concerti interessanti come quello di Howe Gelb e ci son valse una targa al M.E.I., targa peraltro, come dovrebbe essere ogni trofeo, stivata in qualche cassetto in casa di mia madre.
Sono canzoni in inglese, l’ultima tappa in inglese prima che cominciassi a scrivere in italiano. C’era la mia fascinazione per una Berlino dell’anima: “strade perdute nel cielo sopra Berlino”, provava a sintetizzare l’approssimativo comunicato stampa… E quella componente sguaiata e melodrammatica, sbagliata e marcia, specie nel canto, ancora oggi mi piace sentire.
Sono canzoni che abbiamo registrato in un totale di quindici ore, con minime sovraincisioni e praticamente in stile “buona la prima”: si sente, ma si sente anche che per degli sbarbati con non elevatissima esperienza di studio di registrazione siamo stati assai bravi. E per questo ringrazio i quattro amici che componevano Stardog in quel periodo: Alberto Pirovano (che è anche ora con me), Simone Bianco, Stefano Palmosi e Francesco Carbone. Sono canzoni inesperte e acerbe, in qualche caso, ma che hanno tutt’ora, a distanza di anni, il loro perché.
E, paradossalmente, sono canzoni che hanno assai più a che fare con Lo Straniero – il mio album solista di prossima pubblicazione - di quanto potrebbe sembrare.
Perché davvero si va al mondo e poi si riporta tutto a casa.
Buon ascolto!
Manuel Lieta, 21.10.11
Dalle note di copertina:
¡VENID A VER LA SANGRE POR LAS CALLES! (Sottosuono/Goodfellas, 2004)
- Waiting for the storm
- The crash
- Duende
- Hungry dog
- Line
Manuel Lieta – voce, urla, piano storto, camicia bianca
Alberto Pirovano – chitarre, slide, uomo memore
Francesco Carbone – chitarra elettrica, pianoforte, surf
Simone Bianco – basso, semitoni, sagacia
Stefano Palmosi – batteria, rullanti, sex appeal
Musica e parole di Manuel Lieta e Stardog.
Registrato, mixato, prodotto e masterizzato dal 27 al 31 marzo 2004 presso il Mirage Studio / L’arte del suono a Inverigo (LC) da Stardog e Andrea Trapasso.
